La notte è il il momento in cui prende forma la mancanza, chi ci manca e quello che ci manca.
Nel buio l’attesa diventa desiderio, sogno, incubo.
Bussa alla porta l’assenza, di notte, e le ore prendono la forma di ciò che manca al cuore.
Forse per questo c’è chi ama la notte e di notte riesce a dipingere, leggere, ispirare ed essere ispirato. E chi, invece, vive con angoscia questo momento, quando la vita e il suo stupido trantran, con tutte le sue belle apparenze, si ferma per un lungo attimo.

Nel buio rallenta anche il respiro.

Ha da passà ‘a nuttata, Filumena Marturano nella commedia “Napoli milionaria!” di Eduardo De Filippo: 1945 di guerra e pace, distruzione e ricostruzione. Resistenza.

Per superare la crisi bisogna aspettare. O meglio, bisogna aspettare per comprendere se la crisi è superata.
Si dice così, anche in ospedale con chi sta fra la vita e la morte.

Deve passare la notte.
Deve passare l’ora più buia.
Deve passare il punto più critico.

Per vivere. O morire.
Per nascere.
Per sopravvivere o andarsene.

Tutto il resto è resistere.

“Le offre una tazzina di caffè. Amalia accetta volentieri e guarda il marito con occhi interrogativi nei quali si legge una domanda angosciosa: ‘Come ci risaneremo? Come potremo ritornare quelli di una volta? Quando?’.
Gennaro intuisce e risponde con il suo tono di pronta saggezza:
S’ha da aspettà, Ama’.
Ha da passà ‘a nuttata”
Eduardo De Filippo, “Napoli milionaria!”

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