Da famiglia ad assembramento

antonella-malaguti

Di Antonella Malaguti

13 marzo 2020
Lui è seduto con tre bambini su una panchina, a circa 10 metri dal primo gioco utile del parco giochi all’aperto.
Una volante della municipale si avvicina lenta e parcheggia. Scendono in due, attraversano con noncuranza 5 o 6 adulti sulle panchine e sotto gli alberi, scavalcano i tre bambini che in quel momento cavalcano altalene e scivoli e vanno dritti verso di lui.
Forse perché lui e quei tre bambini sono gli unici senza mascherina? Non ci è dato sapere.
“Sono tutti suoi?” Chiede il primo agente allargando il braccio in modo plateale, come se volesse includere tutti i bimbi del Parco della Resistenza.
“No, i miei sono questi tre vicino a me.”
“Sa che questo comportamento adesso non è opportuno?”
“Quale comportamento?”
“Quello di stare qui al parco, con 3 bambini”
“Ma sono i miei figli. Siamo qui tranquilli, a 10 metri dai giochi.”
“Eh, ma queste cose si sa come vanno…”
“…?”
“Arriva un altro bambino, poi un altro, in poco tempo da 3 bimbi diventano 9…”
“Ma non ci sono nemmeno all’orizzonte qui, 9 bimbi…”
“E’ difficile, ma dovete capire che la situazione è cambiata. Non si può più venire al parco.”
“Ma quando è cambiata, la situazione?”
“Stanotte.”
“A che ora?”
Il poliziotto ha un attimo di tentennamento poi continua a parlare di assembramenti, statistiche, normative.
In quel momento arrivi tu, che stavi facendo il tuo consueto giro del parco e cerchi di giustificare un’evidenza:
“Ecco, vede, il fatto è che noi siamo una famiglia numerosa… In un certo senso… siamo già un assembramento…”
Prende la parola il secondo agente, prima di tornare verso la volante.
“Per l’appunto, signora. Anche a casa, cercate di stare distanti, che male non fa”.

Salva

SALVASTAMPA RILEGGI SCRIVI DISEGNA

Pubblicato da

Biblioteca del Tempo

un posto per immaginare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *