Piccole cose felici che ci danno il sorriso

scrivere con il tramonto attaccato al gomito, a una finestrella che si affaccia sui tetti

le voci nelle sere d’estate, che qualcuno non sopporta perché la gente non si sopporta più e invece a me sembrano bellissime

come ti senti dopo la doccia tiepida e i migliori souvenir, che sono quelle cose banali come i bagnoschiuma e i dentifrici ma comprati in quel supermercato di quel posto chissàdove, così quando li usi sei ancora un po’ altrove e viaggi con la mente

i grilli, ovviamente

l’arancione e l’indaco, così resistenti mentre il sole se n’è già andato

il freschetto della sera, quando arriva

quando arriva, il silenzio, le stelle, i giorni dopo le feste, le gambe lisce, la pellecon la salsedine al mare e la testa piena di sogni ovunque

le ombre cinesi, i fuochi d’artificio
i libri che ti aspettano sul comodino e tu quando ne trovi uno così bello che per tutto il giorno pensi a quando lo ritroverai

la posta che arriva ancora a casa, quando non sono bollette

pensare a cosa fare domani, sapendo che fino all’ultimo non bisogna mai esserne troppo sicuri

pensare a una piccola azione felice per un buon giorno, tipo il cappuccino al bar o il caffè alla finestra, sorridendo all’orizzonte qualunque esso sia

trovare una cornice mentale per un ricordo bello

rispondere agli urli con calma zen, e se oggi non è così va bene lo stesso

spazzare i giardini dalle foglie secche consapevoli che dopodomani ci saranno di nuovo, ma felici oggi perché ogni foglia è un pensiero che se lo porta via il vento
e i vecchi lo sapevano che non importa cosa fai, ma il come e perché

si potrebbe continuare all’infinito, facendo caso alle azioni del quotidiano che interrompono la rabbia e la monotonia per brillare di gioia, è come la felicità: un attimo in cui ci fermiamo e ce lo sentiamo addosso, questo sorriso per un nulla

*** fare caso alle piccole cose felici che ci danno il sorriso***

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Pubblicato da

Maddalena De Bernardi

prendo appunti sul Tempo da tutta la vita. Perché viaggiamo attraverso lo spazio, eppure non siamo altro che viaggiatori del tempo, persi nella geografia del nostro divenire

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