
Nikola Tesla da bambino trascorreva le sue giornate in una casa di campagna tra i boschi della Lika, una regione montuosa che oggi appartiene alla Croazia.
E proprio lì imparò una lezione che nessun libro avrebbe potuto insegnargli: ogni problema può avere una soluzione, se qualcuno prova a immaginarla. Fu una persona, spesso, a insegnargli questo modo di affrontare la vita: sua madre.
Đuka Mandić, la donna che inventava senza aver studiato
La madre di Nikola si chiamava Đuka Mandić, talvolta indicata anche come Georgina Mandić. Nacque in una famiglia serbo-ortodossa e visse in un’epoca in cui, nelle campagne dei Balcani, quasi nessuna donna aveva accesso all’istruzione.
Non frequentò la scuola e non imparò mai a leggere o scrivere. Eppure Đuka era una formidabile inventrice, forse perché possedeva un’intelligenza pratica fuori dal comune.
Tesla descrisse sua madre come una donna capace di progettare e costruire da sola strumenti utili alla vita quotidiana. Quando un utensile non funzionava come avrebbe dovuto, lei non si limitava a usarlo: lo modificava. Inventava piccoli attrezzi per rendere più semplice il lavoro domestico, adattava gli strumenti alle necessità della famiglia: amava trovare soluzioni. La madre di Nikola Tesla era anche abilissima nel cucito, nella tessitura e nella lavorazione dei filati, attività che richiedevano precisione, memoria e capacità di osservazione.
Nikola Tesla non dimenticò mai tutto questo, come scrisse nell’autobiografia My Inventions. Nel corso di un’intervista raccontò:
“Mio padre era un matematico e un linguista, ma il mio talento inventivo deriva da mia madre”
L’origine del nostro modo di pensare è profondamente influenzato dalle persone e dall’ambiente che fanno parte della nostra esistenza, oggi lo sappiamo.
Una memoria straordinaria
Di Đuka sappiamo anche un’altra cosa affascinante.
Come molte persone dell’epoca non sapeva leggere, ma la sua memoria era straordinariamente allenata: conosceva e sapeva recitare lunghi poemi epici della tradizione serba e numerosi racconti popolari tramandati oralmente. Era una memoria allenata dall’ascolto e dalla ripetizione, in un mondo in cui molte storie passavano di bocca in bocca prima ancora che sulla carta.
Anche Nikola Tesla sviluppò una memoria eccezionale. Fin da ragazzo era capace di memorizzare interi libri, eseguire complessi calcoli mentali e visualizzare nella mente le proprie invenzioni prima ancora di costruirle. Raccontava di riuscire a osservare un oggetto immaginario da ogni angolazione, quasi fosse già reale: un dono, l’immaginazione, che ci fa anche riflettere sul bisogno di allenare la nostra visione e non soltanto darla per innata.
È impossibile sapere quanto questa capacità fosse ereditaria e quanto fosse frutto dell’allenamento. Ma è difficile non notare come, nella stessa casa, vissero persone che amavano le storie, coltivavano idee, trovavano soluzioni creative ai problemi quotidiani e un bambino destinato a stupire il mondo proprio grazie alla forza dell’immaginazione.
Una casa piena di storie e di idee
Il padre di Nikola, Milutin Tesla, era sacerdote della Chiesa ortodossa serba. Amava la letteratura, la filosofia e la poesia. Aveva una cultura molto ampia e sperava che anche il figlio diventasse sacerdote.
La casa dei Tesla era, così, attraversata da due forme diverse di conoscenza. Da una parte c’erano le parole, i libri, i racconti e la tradizione religiosa. Dall’altra le mani, l’ingegno, la praticità di chi si impegna a costruire, riparare, migliorare.
Ogni invenzione nasce prima come visione: da idea si trasforma in oggetto, progetto.
Il dolore che cambiò la famiglia
Nikola non fu figlio unico. Aveva un fratello maggiore, Dane, considerato da molti un bambino eccezionalmente brillante. Quando Nikola aveva circa cinque anni, Dane morì dopo una caduta da cavallo.
Fu una tragedia enorme, che restò dolore per tutta la vita. Nikola Tesla aveva anche tre sorelle: Milka, Angelina e Marica, con le quali mantenne sempre un forte legame.
Dove seguire ancora oggi le tracce di Tesla
Alcuni luoghi nel mondo raccontano la storia e le invenzioni di Nikola Tesla. Per conoscerlo meglio, possiamo esplorare:
- Memorial Center Nikola Tesla di Smiljan, in Croazia, costruito nel luogo dove sorgeva la casa natale. Oggi è possibile visitare la ricostruzione dell’abitazione, la chiesa in cui fu battezzato, il centro multimediale e assistere a dimostrazioni della celebre bobina di Tesla.
- Il museo più importante dedicato allo scienziato è il Nikola Tesla Museum di Belgrado, in Serbia. Conserva migliaia di documenti originali, lettere, fotografie, brevetti, strumenti scientifici e alcuni effetti personali.
- Un’altra tappa simbolica è la Niagara Parks Power Station, in Canada. Non è un museo dedicato esclusivamente a Tesla, ma racconta la nascita della centrale idroelettrica che contribuì a dimostrare al mondo l’efficacia della corrente alternata. Camminando tra turbine e generatori possiamo immaginare quanto le intuizioni di Tesla abbiano cambiato la storia dell’energia e del mondo in cui viviamo.