Andromeda, la galassia che possiamo vedere a occhio nudo: come trovarla nel cielo

Quando riesci a vedere Andromeda a occhio nudo, stai guardando la cosa più lontana che normalmente puoi vedere senza strumenti. La luce che arriva ai nostri occhi è partita circa 2,5 milioni di anni fa

A settembre le notti cominciano ad allungarsi. Il buio arriva ogni giorno un po’ prima e, a partire da queste settimane di fine estate possiamo stare a guardare il cielo a caccia di…

Non è una stella.

Non è un pianeta.

Si chiama Galassia di Andromeda e appare nel cielo come una piccolissima macchia chiara e sfocata. Potrebbe sembrare una nuvola, infatti più di mille anni fa venne descritta proprio così.

Ma quella nube piccola solo per chi la guarda dalla Terra contiene un numero immenso di stelle.

E soprattutto si trova lontanissimo, non solo nello spazio ma anche nel tempo. La luce che vediamo oggi è partita da Andromeda circa 2,5 milioni di anni fa.

Quando osserviamo Andromeda guardiamo indietro nel tempo.

Prima domanda: che cos’è una galassia?

Immagina di volare. Ti allontani velocemente dalla Terra: diventa sempre più piccola. Poi incontramo il Sistema solare: il Sole, i pianeti, gli asteroidi, le comete.

La nostra galassia, la galassia di cui facciamo parte, si chiama Via Lattea. Se fossimo in grado di continuare ad allontanarci scopriremmo che il Sole è solo una delle stelle della Via Lattea.

Una galassia è un gigantesco insieme di stelle, gas, polveri e materia oscura tenuti insieme dalla gravità.

Andromeda, chiamata dagli astronomi anche M31, è una grande galassia a spirale e si trova a circa 2,5 milioni di anni luce dalla Terra. È la grande galassia più vicina alla Via Lattea e fa parte insieme a noi del cosiddetto Gruppo Locale, la nostra piccola “famiglia” di galassie.

Ma quanto è lontana Andromeda?

Qui le distanze diventano talmente grandi che i chilometri non sono più molto utili.

Gli astronomi usano gli anni luce.

Un anno luce non misura il tempo: misura una distanza. È la distanza percorsa dalla luce in un anno.

E la luce è velocissima: viaggia a circa 300.000 chilometri al secondo.

La luce del Sole impiega poco più di 8 minuti per arrivare sulla Terra.

Quella di Andromeda impiega invece circa 2 milioni e mezzo di anni.

Questo significa che se una sera di settembre guardiamo Andromeda, non la vediamo com’è adesso. La vediamo com’era 2,5 milioni di anni fa.

Quando quella luce è partita non esistevano città, libri, strade o piramidi. La storia dell’umanità era ancora lontanissima dall’inizio della civiltà.

Eppure i granelli di luce hanno continuato a viaggiare nello spazio.

Anno dopo anno.

Secolo dopo secolo.

Per milioni di anni.

Finché una sera arrivano sulla Terra e oggi entrano nei nostri occhi.

Chi ha scoperto Andromeda?

Probabilmente gli esseri umani osservavano Andromeda da migliaia di anni. La prima descrizione scritta conosciuta però risale al 964. Fu l’astronomo persiano ʿAbd al-Raḥmān al-Ṣūfī a inserirla nel suo “Libro delle stelle fisse“. La descrisse come una piccola nube.

Il telescopio non era ancora stato inventato e Andromeda vista a occhio nudo assomiglia davvero a una minuscola nuvola luminosa. Nel 1612 l’astronomo Simon Marius sarà tra i primi a osservarla con un telescopio.

31 è il numero che viene assegnato a Andromeda nel Settecento dall’astronomo francese Charles Messier. Ecco perché ancora oggi gli astronomi la chiamano M31.

Ma per molto tempo nessuno comprese che quella nuvola fosse un’altra galassia. Solo nel Novecento divenne chiaro che Andromeda è enormemente lontana.

Le osservazioni di Edwin Hubble contribuirono a dimostrare che Andromeda si trovava al di fuori della Via Lattea.

Fu una scoperta enorme.

Significava che la nostra galassia non era tutto l’Universo.

Oltre la Via Lattea esistevano altre galassie.

E poi altre.

E altre ancora.

Perché si chiama Andromeda?

Nelle storie dell’antica Grecia Andromeda era una principessa. Secondo il mito era figlia del re Cefeo e della regina Cassiopea.

Ma la regina Cassiopea si vantò della propria bellezza – o, secondo alcune versioni, di quella della figlia – arrivando a sostenere di essere più bella delle Nereidi, le ninfe del mare. E il dio del mare Poseidone si infuriò.

Allora Nettuno mandò un mostro marino, Ceto, a devastare il regno di Cefeo e Cassiopea. Per placarlo, Andromeda venne incatenata a una roccia sulla costa e lasciata in sacrificio al mostro.

Si presenta un eroe, Perseo, che era riuscito Medusa. Perseo salva Andromeda e la sposa.

Lì, nel cielo, sono rimasti tutti i protagonisti della storia. Andromeda.

Sua madre Cassiopea, riconoscibile per la caratteristica forma a W.

Il padre Cefeo.

L’eroe Perseo.

Pegaso, il cavallo alato associato alle avventure di Perseo nella tradizione celeste.

E poco più lontano Cetus, nota come la Balena, la costellazione che rappresenta il mostro marino.

È come se gli antichi nel cielo avessero disegnato un gigantesco libro illustrato grazie al potere dell’immaginazione.

Come trovare Andromeda nel cielo

Il periodo da settembre a novembre risulta particolarmente prezioso per osservare Andromeda.

Il primo indizio è trovare Cassiopea.

È una delle costellazioni più facili da riconoscere perché cinque delle sue stelle principali formano una grande W.

Poi possiamo cercare il Grande Quadrato di Pegaso, un grande quadrilatero di stelle.

Da uno degli angoli del quadrato parte una fila di stelle che appartiene alla costellazione di Andromeda.

Seguendola arriviamo nella zona in cui si trova M31.

A occhio nudo non dobbiamo aspettarci la spettacolare spirale delle fotografie dei telescopi.

Vedremo, nelle condizioni giuste, qualcosa di molto più piccolo e misterioso: una macchiolina pallida, allungata e leggermente sfocata.

Quella piccola macchia in realtà è un’intera galassia.

Con un binocolo diventa molto più facile individuarla.

Un trucco per riuscire a vederla

Quando cerchiamo Andromeda può essere utile non guardarla direttamente.

Sembra strano, ma funziona.

I nostri occhi sono più sensibili alla luce debole nelle zone periferiche della retina. Se guardiamo leggermente di lato rispetto al punto in cui dovrebbe trovarsi la galassia, la sua debole macchia può diventare più evidente.

Gli astronomi chiamano questa tecnica visione distolta.

Bisogna anche lasciare agli occhi un po’ di tempo per abituarsi al buio ed evitare di guardare continuamente lo schermo luminoso del telefono.

La Nasa ha messo a disposizione un’immagine ottenuta con un mosaico di 7.398 esposizioni Hubble, in 411 puntamenti. Nell’immagine sono distinguibili oltre 100 milioni di stelle in una porzione di Andromeda lunga circa 61.000 anni luce. NASA la mette anche a disposizione in formato enorme, 17.384 × 5.558 pixel

Fonte Science NASA

Andromeda sta venendo verso di noi?

Per anni i libri di astronomia hanno raccontato che Andromeda e la Via Lattea sarebbero state destinate a scontrarsi tra alcuni miliardi di anni. Nel 2025, però, nuove analisi basate sui dati dei telescopi spaziali Hubble e Gaia hanno mostrato che il futuro potrebbe essere diverso.

Gli astronomi hanno eseguito circa 100.000 simulazioni considerando anche l’influenza delle altre galassie vicine.

Risultato?

La collisione non sembra più inevitabile.

Secondo lo studio, esiste all’incirca una possibilità su due che Via Lattea e Andromeda si scontrino entro i prossimi 10 miliardi di anni.

Potrebbero incontrarsi.

Potrebbero sfiorarsi.

Oppure potrebbero continuare la loro gigantesca danza nello spazio senza fondersi per moltissimo tempo.

Persino conoscendo le leggi della fisica, quindi, non conosciamo ancora il finale della storia.

La cosa più lontana che possiamo vedere con i nostri occhi

In una notte sufficientemente buia, senza telescopi e senza strumenti, possiamo vedere Andromeda.

Basta alzare gli occhi.

Possiamo allora fare un piccolo esperimento.

Una sera di settembre cerchiamo Cassiopea.

Troviamo il grande quadrato di Pegaso.

Seguiamo le stelle di Andromeda.

E quando finalmente avvistiamo quella piccola nube lontana fermiamoci a riflettere sul Tempo. Perché quella luce era già in viaggio verso di noi molto, molto prima che qualcuno inventasse la parola “Andromeda”, quando il mondo era un posto molto, molto diverso da oggi.

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