Guglielmo Milani, detto Mino, studia medicina ma fugge dalla storia di famiglia già scritta con una laurea in Lettere e la tesi sui briganti. Inizia a collaborare con il Corriere dei Piccoli e poi il Corriere dei Ragazzi, il Corriere che allora esisteva anche cosí, per il popolo dei bambini, e faceva cultura, cultura vera per gli affamati di storie belle, di mondo e di informazione.
Mino scriverà articoli, romanzi, fumetti: più di quaranta titoli di racconti e libri per ragazzi, alcuni usciti a puntate come oggi non si usa più, fatti di storia, guerre, lezioni di vita. Se n’è andato a Milano a 94 anni, pochi giorni dopo il suo compleanno.

Ecco, dovremmo ritrovare il coraggio di raccontare ai bambini storie importanti. Storie di bellezza, morte, verità invece delle favolette con cui ci shakeriamo il cervello. Perché i piccoli viaggiatori interstellari hanno un senso dell’osservazione incredibile, intelligenza fine e curiosità senza limiti. E francamente, negli ultimi tempi, li stiamo offendendo con i libretti e i cartoni animati che a volte proponiamo loro.

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