Tutto è cambiamento

L’etimologia dietro alla parola “cambiamento” nasconde un viaggio che va dritto nel DNA del movimento. “Cambiare” proviene dal verbo greco kamptein: curvare piegare, girare intorno. Sì, il cambiamento è una curva: spesso tortuosa, non solo per inseguirla devi girare il collo, spostare lo sguardo verso una nuova direzione; una volta imboccata devi continuare ad avanzare, ancora un po’, andare dritto per quella nuova strada e non guardarti indietro che mille e mille volte ti verrebbe da tornare sui tuoi passi, quelli della strada ben nota, magari sbagliata ovvio, lo vedi da te, eppure infinitamente più sicura. Il cambiamento è una giravolta, fa girare la testa e poi succede che proprio come in quelle strade che all’improvviso si trasformano in rotonde non ti ritrovi più: hai perso l’orientamento e allora che si fa? Fai di nuovo la rotonda, giri, giri; come nel giro girotondo da bambini giri ancora e accade anche nella vita, guarda che buffo: imbocchiamo di nuovo la stessa strada senza accorgerci che adesso possiamo riconoscerla: no, siamo ancora lì, fissi a quell’incrocio maledetto, qual era la direzione? Ora l’ho dimenticato accidenti, aspetta che rifaccio la rotonda, adesso leggo i cartelli. Questa svolta mi sembra di conoscerla, non ci ero già passata di qui? Lo chiamiamo sbaglio ed è una strada che conosciamo perché ci siamo già passati, solo che all’inizio non ce n’eravamo accorti, sembrava un’altra cosa. Quanti giri servirà fare attorno alla rotonda per poi imboccare la curva giusta, quella per andare dove dovevamo andare?

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Non importa quanto ci vorrà, a volte basta un attimo per cambiare una vita intera, qualche volta ci vuole un mese, un anno, forse un’altra vita intera. Poi all’improvviso accade, lo sguardo si sposta verso un’altra direzione e incontra un nuovo orizzonte. Seguo la curva, scivolo via, mi giro; forse proprio questo nasconde il viaggio del cambiamento: a un certo punto puoi girarti indietro e allora ti accorgi che è accaduto, è passato. Ora puoi guardare la strada fatta fino a qui e voltarti verso la direzione che i tuoi passi hanno già trasformato nella mappa in cui cammini.

Sei già sulla  tua nuova strada. L’unica possibilità per cambiare è iniziare a muoverci.

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La Biblioteca della Scuola dell’Infanzia Anguillara Sabazia Scalo

Le Biblioteche Scolastiche rappresentano uno scrigno pieno di preziosi per le scuole che ne dispongono. Ecco la storia di come è nata la Biblioteca della Scuola dell’Infanzia Statale dell’I.C. San Francesco di Anguillara S.

Dal diario di bordo di Carla Sperti

Il 17 febbraio del 2017 dopo aver letto un discorso con molta emozione, ho appeso una targa sulla quale era impressa questa data, tagliato il nastro e poi finalmente tutti i bambini della scuola dell’infanzia sono entrati nella loro nuova biblioteca scolastica che pochi mesi prima era una stanza abbandonata con tanti libri nelle scatole e qualche cartellone sulle pareti. Con la collaborazione di tutte le colleghe abbiamo procurato delle cassette della frutta, le abbiamo pitturate e le abbiamo fissate al muro. Il passo successivo e’ stato catalogare i 200 libri presenti in un file excel sul computer; abbiamo appeso altri cartelloni realizzati dai bambini sulle fiabe; una collega ha riportato una filastrocca su una parete.

Le farfalle sono come i libri…
Abbiamo attaccato delle farfalline per rendere l’ambiente piu’ allegro e perche’le farfalle alla fine sono come i libri: sono colorate, piccole o grandi e … hanno le ali che ti permettono di volare!

Un libro per emozionarci
Il progetto prende il titolo: “Un libro per emozionarci” perche’ quest’anno il tema della programmazione riguarda le emozioni. Una collega in pensione, Margherita, tutti i mercoledi’ si occupera’ del reso e del prestito dei libri aiutandosi con un registro: affianco al nome del bambino ci sara’ un pallino rosso quando portera’ il libro a casa e un pallino verde quando lo riportera’ a scuola.


Io e Margherita responsabili del progetto biblioteca

Il progetto e’ piaciuto ai bambini e viene riproposto anche l’anno successivo e quest’anno.
I libri pian piano aumentano ne riceviamo in dono alcuni da un precedente concorso a cui la scuola aveva partecipato e altri ancora dalle colleghe e dalle mamme. Bisogna ampliare la biblioteca: una mamma architetto suggerisce di aggiungere altre cassette in basso per dare consistenza all’intera struttura. Arrivano altre cassette, le pitturano i bimbi e anche i nuovi libri trovano spazio.

Iniziano le visite!
Viene a trovarci la bibliotecaria Daniela Pani dalla Biblioteca Comunale di Anguillara per delle letture ad alta voce, porta dei libri e ce ne regala altri! Per il Maggio dei Libri viene a trovarci la libraia Monica Rossi e ci legge storie sull’allunaggio.

La forza della biblioteca è data dagli esseri umani che la nutrono e che da essa traggono nutrimento

Patrimonio librario: 400!
Catalogati gli ultimi libri siamo a 400!! E ancora in futuro ci saranno altri incontri, altre avventure nella nostra piccola grande biblioteca scolastica. Puoi trovare altre informazioni sul sito I.C. San Francesco di Anguillara Sabazia

Che cosa fa nella vita Carla Sperti?

Dal 2015 docente di ruolo presso la scuola dell’infanzia Le Querce, zona Le Rughe, provincia di Roma, nel 2016 diventa docente presso la Scuola dell’Infanzia I.C. San Francesco plesso Anguillara Scalo (RM).
Docente responsabile del progetto ‘Un libro per emozionarci’ della biblioteca scolastica della scuola dell’infanzia Anguillara Scalo. Appassionata di libri e biblioteche.

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La biblioteca di Giacomo Leopardi

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La biblioteca di Giacomo Leopardi a Recanati ospita circa 20.000 volumi: i libri che la compongono sono stati collezionati da Monaldo Leopardi, padre del poeta, che insieme ai figli inizia l’opera di catalogazione, come ancora oggi attestano le antiche schede dove veniva registrata ogni opera.

Un buon libro è un compagno che ci fa passare dei momenti felici
Giacomo Leopardi

L’idea di Monaldo parte proprio da qui, uno spazio creato per i suoi figli: è per loro che va in cerca di libri, opere in cui ritrovare il sapere e i principi della conoscenza. Nel 1812 la raccolta si amplia a tal punto da indurre Monaldo a rende accessibile anche agli amici e ai cittadini recanatesi un luogo che sia di formazione, ispirazione e cultura.

 

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“con grandi cure e dispendj, non solo per vantaggio e comodo dei [suoi] discendenti, ma ancora per utile e bene dei [suoi] concittadini Recanatesi”

La Biblioteca appare anche nel testamento di Monaldo ed è con queste parole che il fondatore spiega la cura e l’impegno di questo progetto, che vuole essere patrimonio per la comunità. Nel testamento specifica che “i Primogeniti pro tempore dovranno aprirla di quando in quando a comodo pubblico dei Cittadini, secondo la loro prudenza ed arbitrio.”

Oggi è possibile immergersi nell’atmosfera di questi luoghi e nella vita del poeta grazie a un’esperienza multimediale, Io nel pensier mi fingo, un percorso promosso da Casa Leopardi e realizzato con il contributo scientifico di Fabiana Cacciapuoti, leopardista esperta di autografia leopardiana e di Giancarlo Muselli. Attraverso le stanze ritroviamo echi di chi vi è passato: nello spazio risuonano le voci di chi ha vissuto ed è attraverso questo senso, l’udito, che la poesia diventa traccia da seguire, voce interiore che si trasforma in parola, acquistando potenza e vita. Ogni verso è un volo verso l’ignoto territorio dell’esplorazione di sé.

Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano, perché apre delle possibilità, non certezze… Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito
Giacomo Leopardi

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La Biblioteca – © Casa Leopardi

Casa Leopardi a Recanati: orari

Biblioteca, museo e casa di Silvia durante l’estate e la primavera sono aperti tutti i giorni, dalle 9 alle 18. Durante l’autunno e l’inverno dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alla 17.30.
Trovi tutte le informazioni sul sito Casa Leopardi a Recanati

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200 anni di Infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quïete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare

L’infinito, XII dei Canti di Giacomo Leopardi

Era il 1819, anno della prima edizione originale della lirica, composta da quindici endecasillabi sciolti. Sono trascorsi duecento anni da L’infinito, il dodicesimo dei Canti che Giacomo Leopardi, 21enne, comporrà in questi anni giovanili.

Il Monte Tabor porta immediatamente alla mente l’omonima collina della Galilea, in Israele: entrambi immersi in un’atmosfera che ha in comune un’essenza profonda di pace, fatta di alberi antichi e profili dolci di terre immerse nel verde, questi colli portano con sé l’eco senza fine di un silenzio smisurato che diventa contemplazione. A Recanati il Monte Tabor è il Colle dell’Infinito: da qui, l’orizzonte immenso lascia scorgere le cime dei monti Sibillini. All’interno del parco si trova la sede del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura.

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Nasce nel 1798 a Recanati, un tempo Stato pontificio e oggi provincia di Macerata, una distesa di terre fertili nelle Marche dove chi viaggia si perde fra piccoli borghi arroccati e rocche che si affacciano all’improvviso sul mare, distese di girasoli nella terra scura e boschi profumati, giganti verdi (sono 123 gli alberi monumentali classificati nelle Marche) lungo le piccole strade di campagna. La casa di Giacomo Leopardi si affaccia sulla piazza dove aveva vissuto l’infanzia, primo di dieci figli, insieme al padre, conte Monaldo, e la rigida madre, marchesa Virginia Mosca di Pesaro.

Durante gli anni di “studio matto e disperatissimo“, come li definisce, la spasmodica sete di sapere attinge ai grandi classici, dalla filosofia agli studi di astronomia. Viaggia attraverso culture e grammatiche differenti, imparando, quasi da solo, nove lingue (latino, sanscrito, greco, francese, inglese, spagnolo, tedesco, ebraico e yiddish). Secondo gli studiosi successivi i problemi di salute saranno forse manifestazione del morbo di Pott, o malattia di Pott, l’ipotesi finora più accreditata: una forma di tubercolosi extrapolmonare, spondilite tubercolare.

“Ma io non aveva appena vent’anni, quando da quella infermità di nervi e di viscere, che privandomi della mia vita, non mi dà speranza della morte, quel mio solo bene mi fu ridotto a meno che a mezzo; poi, due anni prima dei trenta, mi è stato tolto del tutto, e credo oramai per sempre”
Giacomo Leopardi agli amici, 1831

Sofferenza, dolore, desiderio. Sete di infinito. La poesia arriva, travolgente e totale come un’onda; a lei consegnerà la sua vita. Alla famiglia strappa il consenso a partire. Sarà un lungo viaggio attraverso l’Italia del sapere e dei letterati. Prima a Milano, poi a Bologna, dove Giacomo Leopardi vivrà al numero 33 di via Santo Stefano. Poi sarà a Firenze, Pisa e dopo aver rinunciato alla prospettiva di una cattedra in Germania a causa del clima troppo rigido per le sue condizioni di salute, di nuovo il ritorno al “natio borgo selvaggio“, Recanati. Successivamente tornerà, prima a Firenze e poi a Bologna, che rimangono due punti fondamentali nella mappa della sua storia, insieme a Napoli. Nella città partenopea dell’amico Antonio Ranieri, scrittore, la notte la usa per scrivere: si sveglia quando è già giorno fatto, all’inizio del pomeriggio. Nelle piazze inondate di sole e fra i vicoli pieni di luce e mercati, si ferma a bere caffè e si delizia con sorbetti e dolci. All’imbrunire ritorna sulle carte, su cui si addormenta a notte fonda per continuare qualche ora di sonno più tardi, quando è già mattina e Napoli si sveglia.

Addio, Totonno, non veggo più luce“, Antonio Ranieri racconta che furono queste le ultime parole di Giacomo Leopardi, che proprio a Napoli muore, all’improvviso, all’età di 39 anni. Era il 14 giugno 1837, quasi le nove di sera mentre di nuovo la notte scende e il grande poeta se ne va, fra le braccia dell’amico.  Recanati, sebbene avesse programmato di tornare per salutare la famiglia, non lo rivedrà più. Qui, sulla piazzetta, che è la piazza celebrata nel Sabato del Villaggio, si affaccia Palazzo Leopardi, casa natale del poeta. Lo stabile, aperto al pubblico,  assume la forma attuale dopo i restauri eseguiti dall’architetto Carlo Orazio e oggi è abitato dai discendenti. Uno dei luoghi in grado di scalfire il tempo e la memoria è la biblioteca di Giacomo Leopardi, dove sono custoditi oltre 20.000 volumi, antichi volumi raccolti dal padre Monaldo.

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Recanati, casa Leopardi a metà Ottocento

 

 

 

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Biblioteca dei Piccoli di Maccarese a Fiumicino

Dal diario di bordo di Alessia Moricci

Immersa in un paesaggio bucolico, negli spazi della Casa della Partecipazione e ai piedi del Castello San Giorgio, in Via del Buttero 1 ha sede la Biblioteca dei Piccoli (BdP) di Maccarese, la prima biblioteca del Comune di Fiumicino interamente dedicata ai bambini.

La BdP nasce come associazione spontanea alla fine del 2006 da una costola dell’Associazione Culturale L’Albero, grazie all’azione di volontari amanti della lettura, nell’ambito del progetto locale Nati Per Leggere nell’Agro Romano, in linea con i principi del progetto nazionale patrocinato dall’AIB (Associazione Italiana Biblioteche), dall’ACP (Associazione Culturale Pediatri) e dal Centro per la Salute del Bambino di Trieste. Nel dicembre 2007 viene inaugurata una propria sede autonoma, che per diversi anni occuperà, all’interno di una delle ex botteghe del Castello San Giorgio, un locale piccolo ma ricco di libri e denso di attività rivolte esclusivamente ai bambini e alle bambine da 0 a 6 anni. Tale spazio viene sin da subito concepito, in modo lungimirante, con l’intento di far sì che ad ogni bambino venga garantito il diritto a essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza, ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo, finalità condivisa con il progetto nazionale Nati per leggere.

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Biblioteca dei Piccoli di Maccarese: gli obiettivi

Inserita nell’elenco delle Onlus dal 2009, la BdP si pone i seguenti OBIETTIVI:
· Guidare i bambini alla scoperta del libro come strumento per conoscere e conoscersi.
· Suscitare il piacere della lettura e la curiosità verso ogni forma di racconto.
· Favorire un approccio ludico e creativo al libro.
· Diffondere le culture “altre” come portatrici di valore e di arricchimento alla nostra cultura.
· Promuovere negli adulti la consapevolezza dell’importanza di leggere con i bambini.

Quali sono i servizi offerti?

La Biblioteca dei Piccoli di Maccarese gratuitamente offre:
· Prestito e consultazione di libri e altri materiali come: periodici, fumetti, CD, DVD, giochi didattici.
· Offerta di servizi di informazione per bambini e adulti.
· Promozione della lettura: lettura animata di fiabe e storie, invenzione guidata di storie e altre attività espressive attraverso le quali i bambini scoprono il libro come spazio di ascolto, ma anche di divertimento, occasione per esprimere vissuti, emozioni e liberare la creatività.
· Incontri dedicati a genitori, nonni e adulti interessati; animatori, pedagogisti, pediatri e psicologi, con cui affrontare la tematica della lettura inserendola in quella più ampia della cura e della tutela dello sviluppo del bambino.
· Incontri con gli autori.
· Collaborazioni con il personale educativo degli asili nido e delle scuole dell’Infanzia, presenti nel comune, per la diffusione del Progetto Nati per leggere e per supportare l’attivazione di altri progetti locali sulla lettura.
· Cooperazione e supporto alle organizzazioni e istituzioni locali.
· Attivazione della Biblioteca itinerante: azioni decentrate di promozione della lettura nei luoghi che risulteranno via via più idonei con l’ausilio di un carrello espositore per i libri.
· Attivazione dello Spazio di Ascolto per genitori e insegnanti, gratuito.

Nel dicembre 2015 avviene il trasferimento negli spazi più ampi della vicina Casa della Partecipazione, centro polifunzionale del Comune di Fiumicino in cui attorno ad un ampio cortile trovano posto il Centro Anziani, la Sala Cinema e teatro, il Centro antiviolenza e la Sala delle Consulte. Con i nuovi spazi, si amplia il target degli utenti, che arriva a comprendere ragazzi fino ai 10-11 anni, e si accresce il patrimonio posseduto, oggi superiore agli 8000 libri, mentre anche la comunità dei genitori, dei volontari e dei sostenitori si è ingrandita e consolidata.

Vuoi cercare un documento?

La BdP fa parte del Polo SBN dell’ICBSA: se desideri effettuare una ricerca puoi farlo tramite il catalogo consultabile online cliccando sul link OPAC SBN dell’ICBSA. Ti basterà indicare autore, titolo e selezionare il tipo di materiale (testo, spartito, audio, video, carta geografica…). Per una ricerca più specifica è possibile selezionare in quale biblitoeca effettuare la ricerca, tramite il menù a tendina.

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Tra i molti libri presenti, sicuramente troverete tutte le edizioni contenute nelle bibliografie di NpL, i libri del Premio Andersen e dei più importanti premi letterari per l’infanzia, una selezione di testi Ibby, molti classici, Collodi, Lionni, e tantissimi altri, un settore dedicato alle disabilità visive e alla dislessia con libri tattili, libri CAA, LIS libri facilitati, un settore interculturale. I libri sono catalogati usando il sistema di classificazione per bambini adottato nelle Biblioteche di Roma, che fa uso di simboli: stelline, ecc., modificato con l’aggiunta delle sottoclassi 0-2 e 2-3.

Biblioteca dei Piccoli di Maccarese: orari

Martedì e giovedì pomeriggio: 15 > 19.30
Sabato mattina: 10 > 13. Il mercoledì mattina è aperta alle scuole.

Luigia Acciaroli e Walter Canini
Luigia Acciaroli e Walter Canini

Fondatori, animatori e custodi instancabili della BdP sono i bibliotecari Luigia Acciaroli e Walter Canini. Luigia e il marito Walter hanno costruito non solo un luogo di cultura e condivisione, un “posto delle storie”, ma anche un luogo di relazioni, perché la lettura da parte del genitore al bambino influisce positivamente, rafforzandolo, sul rapporto genitori-figli.

Quando in biblioteca mi capita di assistere alla lettura di mamme o di papà con i propri figli mi sento invasa da una gioia immensa e da una grande soddisfazione. In questi momenti mi rendo conto che i nostri sforzi per mettere in piedi e far funzionare la Biblioteca dei Piccoli hanno un senso
Luigia Acciaroli

La BdP rappresenta l’unica occasione per molti bambini di entrare in contatto con le storie “di qualità”. La biblioteca è un luogo democratico, dove il diritto di leggere è universale, non ha età. La BdP è aperta a tutti i bambini, senza distinzioni. Il valore sociale di questo luogo è dunque inestimabile poiché garantisce il diritto di tutti, e soprattutto dei più piccoli, al libero accesso alla cultura e all’informazione, il #dirittoallestorie.

La BdP continua a portare avanti il progetto Nati Per Leggere nel Comune di Fiumicino, in accordo e collaborazione con la segreteria regionale e il comitato nazionale (CSB Onlus). Molte sono le iniziative realizzate sotto l’egida di Nati per Leggere presso gli istituti scolastici del Comune di Fiumicino, allo scopo di incentivare il più possibile la lettura sin dalla più tenera età. Oltre ad iniziative specifiche durante la Settimana nazionale NpL, la BdP mette a disposizione delle classi dei vari istituti circa 300 libri tramite un bibliobus, sui quali insegnanti e genitori possono lavorare durante tutto l’anno.

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Walter e Luigia hanno curato ogni minimo dettaglio della loro Biblioteca, dove tutto è davvero a misura di bambino, dall’appendiabiti alla giusta altezza, al sistema di classificazione dei libri, agli arredi colorati, con il sofà e il tappeto per stare comodi. Le pareti sono decorate e gli scaffali pieni di preziosi libri. I bambini che frequentano questa biblioteca sono davvero fortunati, possono imbattersi in testi di grande qualità e leggerli in un luogo magico e accogliente, “il posto delle storie”! E poi la passione che Luigia e Walter mostrano per ciò che fanno è davvero emozionante.

Sono entrata in contatto con questa realtà virtuosa grazie al mio lavoro di bibliotecaria. Walter e Luigia sono stati sin da subito amabili nei miei confronti ed è iniziato così un dialogo ed uno scambio di informazioni sulle reciproche attività, con tanti argomenti in comune di cui parlare. Nel corso degli anni frequentando molte delle iniziative organizzate dalla BdP, ho potuto notare il grande lavoro compiuto sul valore della “memoria”, a cominciare dal progetto “Volta la carta” una pubblicazione curata da Luigia e da Walter, risultato di una esperienza di raccolta di materiali della tradizione popolare presso il vicino Centro Anziani “Paolo Giuliani”, nell’anno 2006, nel corso del laboratorio “Nonno, mi racconti una storia”, inserito nel progetto locale Nati per Leggere nell’Agro Romano. ll laboratorio si proponeva di contribuire a sostenere la memoria del passato, promuovendo negli anziani e nei bambini la consapevolezza delle proprie radici e dei valori di cui sono portatori.

La Biblioteca dei Piccoli, intendendo dare un contributo alle iniziative educative di ricordo sugli orrori della Shoah e di dimostrazione dell’insensatezza della guerra, si affianca a tutti coloro che lavorano sulla formazione delle nuove generazioni alla convivenza civile e alla pace e partecipa con fervore alle manifestazioni che si svolgono ogni anno in occasione della Settimana della Memoria, dando vita a molte iniziative di pregio. Ho avuto il privilegio di poter assistere a diversi eventi di questo tipo, l’ultimo, in ordine di tempo, il 10 maggio 2019, in memoria del rogo di libri a Berlino il 10 maggio 1933.

Qui puoi vedere il documentario “Il posto delle storie. La Biblioteca dei Piccoli”, per la regia e produzione di Andy Takats, che ha illustrato attraverso immagini e parole le attività della BdP di Maccarese.

Spettacoli teatrali per bambini, burattini, filmati, musica, letture ad alta voce, laboratori, incursioni nel mondo delle fiabe. Alcuni tra quelli realizzati dalla Compagnia Traccedarte sono stati “IL CAVALIERE E IL DRAGO”, “LA GABBIANELLA E IL GATTO. Una storia di amicizia”, “LE AVVENTURE DI PINOCCHIO”, “ROBIN HOOD”, “LA LEGGENDA DI COLAPESCE”, antica leggenda della tradizione orale mediterranea, “IL CUORE DI CHISCIOTTE, la saggezza della follia”, liberamente tratto dall’opera di M. de Cervantes, rivisitata da Gek Tessaro e adattata da Traccedarte.

Il cuore di Chisciotte era un cuore pieno di passione e di slanci verso i più deboli, gli indifesi, le vittime di soprusi e di ingiustizie. Questo personaggio, nel tempo, è divenuto l’emblema di tutti coloro che, con passione e generosità, perseguono un sogno o un ideale che può apparire anacronistico ai più.
Nella nostra epoca, dominata dalla scarsità di valori proposti ai giovani e dalla tendenza verso il disimpegno, l’indifferenza e l’isolamento sociale, ci sembra che il messaggio di NATI PER LEGGERE possa apparire a molti come una vaga chimera, un sogno impossibile perseguito da personaggi bizzarri ma dal cuore sensibile, dei novelli Don Chisciotte che “credono ancora nelle favole”.
Ebbene sì, noi crediamo nel potere eversivo della narrazione e nella possibilità di usare le storie come strumento strategico per la trasformazione sociale.
La Biblioteca dei Piccoli di Maccarese

E poi corsi di lingua, laboratori di danze popolari, laboratori sulla creatività, incontri con i Bradirapidi Parky Touch Rugby, la prima squadra italiana aperta a tutti, bambini, adulti uomini, donne, disabili. Mostre tematiche come quella su Roald Dahl, “Roald Dahl compie 100 anni!”, con la proiezione del film “Il GGG”.
Impossibile elencare tutte le iniziative realizzate dalla BdP negli anni, sempre ponendo un’attenzione particolare a temi portanti come i diritti umani, l’uguaglianza di genere, l’accoglienza del diverso. Iniziative sempre realizzate stando dalla parte dei bambini, e questa è la cosa più bella e davvero importante!

La Biblioteca dei Piccoli, per quanto sta facendo da anni sul territorio, rappresenta un vero gioiello che riluce, illuminando tutti coloro che la frequentano con i suoi progetti all’avanguardia, ma soprattutto illuminando il futuro della comunità, facendoci sentire meno soli. Grazie ai suoi fondatori, animatori e custodi instancabili, i bibliotecari Luigia Acciaroli e Walter Canini.

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La Biblioteca Condivisa di Mirafiori Sud a Torino

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La Biblioteca Condivisa di Mirafiori Sud a Torino nasce a ottobre 2018 con il desiderio di creare un punto di incontro culturale intorno al libro in una zona periferica della città, che è quella del Quartiere Mirafiori, storicamente legato alla Fiat.

Dare una nuova vita ai libri dimenticati e coinvolgere gli abitanti del quartiere è l’idea coltivata da Gabriele Farina, che per il futuro sogna proprio questo, che ognuno inizi a usufruire e godersi della possibilità di vivere questo spazio come un piccolo rifugio dove andare a leggere, pensare, incontrarsi e chiacchierare, studiare, senza bisogno di eventi organizzati. Per il semplice piacere di godersi il proprio tempo all’interno di un luogo che diventa un po’ un tappeto magico per partire grazie al potere dei libri e dell’immaginazione, ritrovarsi, sentirsi un po’ a casa.

Sì, perché mentre leggiamo siamo altrove, scopriamo nuovi mondi, possiamo fuggire in storie parallele e sognare. Riuscire a conquistare uno spazio poco utilizzato e trasformarlo in un territorio vivo, uno spazio percorso, diventa un patrimonio collettivo: questo è stato reso possibile grazie a Gabriele, che ha deciso di trasformare l’idea in un progetto continuativo, e grazie al Bar Incontri, che ha consentito l’uso di questa sala, al piano inferiore sotto il locale. La Biblioteca Condivisa di Mirafiori Sud è ospitata presso il Bar Incontri di via Onorato Vigliani 35/13 a Torino.

Il quartiere in cui si trova, Mirafiori, è un pezzo della storia di Torino e per anni è stato legato alla Fiat: anima operaia, la presenza della fabbrica e le biciclette, la storia di un’Italia che vive e combatte, ricostruisce speranze, sogna e si veste di nuovi colori. Nonostante nel XX secolo il suo nome sia stato all’insegna degli stabilimenti del marchio fondato a Torino l’11 luglio 1899, la storia di questo luogo, Miraflores, è quella di un castello sabaudo che oggi non esiste più, dono fatto costruire nel 1585 da Carlo Emanuele I per la consorte spagnola, l’Infanta Caterina Michela d’Asburgo, che morirà dodici anni e dieci figli dopo all’età di trent’anni.

Le regole della Biblioteca Condivisa di Mirafiori

Ognuno può donare un massimo di 10 libri. Come leggiamo nelle regole della Biblioteca Condivisa solo romanzi e storie: la ragione al momento è semplicemente legata a esigenze di spazio e, dunque, ai libri che possono avere una circolazione più facile. La Biblioteca Condivisa di Mirafiori Sud a Torino nasce come iniziativa autonoma e non è finanziata. Questo è la ragione che ha portato Gabriele alla ricerca di uno spazio che fosse già presidiato: lui si occupa di mettere in ordine i nuovi arrivi, organizzare incontri e accendere il passaparola di questo spazio che già nel suo nome invita a una filosofia di condivisione. Al momento non esiste una registrazione sui libri in ingresso e in uscita. “E in fondo è bello così”, aggiunge Gabriele,”Perché mi piace pensare che ogni libro ha una sua vita, che a volte lo conduce altrove”.

Sei a Torino e vuoi dare una mano? Contattalo! La rete internet sta aiutando il progetto a crescere: grazie ai social il passaparola gira ricevendo risposta in tutto il territorio italiano. La tecnologia ci aiuta a diffondere le nostre idee, far crescere progetti e creare una rete: al di là dei chilometri, scoprire altri che vivono delle nostre stesse passioni. Eppure, da questa riflessione nasce una considerazione ulteriore.
Quali strade possiamo inventare per far confluire web e vita quotidiana allo stesso incrocio? A volte una notizia riesce a raggiungere chi è lontano e invece non è conosciuta da chi vive nel quartiere. Allora, la prossima sfida sarà forse trovare nuove vie e comunicazioni per intrecciarci non di più ma in modo diverso, passando dal virtuale al reale e viceversa: un flusso unico, in luoghi diversi di noi stessi e dei mondi in cui amiamo vivere.

Biblioteca Condivisa di Mirafiori Sud: orari

Presso Bar Incontri
Da lunedì a venerdì dalle ore 7.30 alle 19
Sabato: dalle ore 7.30 alle 14

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A Taormina

“Può forse leggerci una poesia?”
A Taormina, seduta su uno scalino del teatro greco.
Un attimo di esitazione.
“No, qui è troppo bello. Diventerebbe banale”.
Invece di filmare una poesia andammo a prenderci un caffè.

Kartarzyna Kolenda-Zaleska ricordando Wisława Szymborska, Premio Nobel per la letteratura 1996

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Pawel Piotrowski / Agencja Gazeta
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