I fiori di tagete

Il tagete è un fiore amico dell’orto, perché l’aroma che sprigiona allontana alcuni parassiti nemici delle piante. Inoltre, anche le sue radici rilasciano sostanze utili per la crescita scoraggiando i parassiti: aiuta la coltivazione di pomodori, fagioli e basilico. Quindi, perché non seminarlo fra le giovani piante dell’orto?

Il tagete cresce anche in vaso. Wilma l’anno scorso ha raccolto i semi dalle piante ormai sfiorite insieme ai petali; li ha lasciati in una vecchia scatolina usata per il tè e i semi di tagete hanno atteso fino a questa primavera. Adesso possono essere piantati nella terra. Il tagete fiorisce da maggio o all’inizio dell’estate fino all’autunno inoltrato. I fiori possono essere raccolti e messi a testa in giù in piccoli mazzolini; una volta secchi, i semi cadranno dai petali.

Stamattina siamo usciti di casa e abbiamo incontrato Luciano, insieme abbiamo messo le mani nella terra e piantato i semi. Fra non molto tempo passeremo dalla sua porta e ci ricorderemo di questo momento: il tempo della Terra vive di attese e fioriture improvvise. Così, lentamente, dal ciclo della vita impariamo anche il senso del Tempo, quello che ci scorre dentro e addosso.

I bambini non conoscono ancora il senso del tempo. Ci vogliono anni per impararlo. Perché il tempo in fondo non esiste, impariamo sulla pelle il suo effetto sulla nostra vita.

Per i bambini tutto è adesso, o al massimo ieri, oppure “una volta è successo che…”. Eppure, quando piantiamo un seme vediamo gli effetti del tempo che si svolge nel libro dei giorni come il filo di un gomitolo che cade dalla cesta di questa grande coperta che è l’intricata maglia della nostra esistenza. Ce n’eravamo quasi dimenticati, poi passi da lì, da quell’angolo e li rivedi: i semi che avevi lasciato cadere il sole e la pioggia li hanno resi grandi, li hanno resi piante. Il Tempo trasforma, ecco la grande lezione.

La leggenda di Tagete

Un contadino sta arando la terra fra le campagne di Tarquinia, un posto molto bello in provincia di Viterbo, nel Lazio, dove scorre il fiume Marta, che un tempo era chiamato Larthe ed è l’unico emissario del lago di Bolsena. Il contadino ara, zolla dopo zolla, e ogni tanto si ferma a detergere con una mano il sudore che cola dalle tempie. Forse lo puoi vedere anche tu, fermo per un istante in mezzo al campo sgombro, dove non è ancora cresciuto il grano, appoggiato su un bastone a contemplare il suo lavoro, così faticoso, e riprendere fiato.

A un certo punto, quasi non ci crede, vede spuntare piano piano da sotto una zolla, qualcosa: sembra un fiore, un ciuffetto di capelli color tramonto. No, aspetta, sembra un ragazzo. Sarà uno scherzo dato dalla stanchezza? Sì, è proprio un ragazzino ma con i capelli tutti bianchi: è Tages, Tagete, il dio ragazzino con i capelli da vecchio, simbolo della sua saggezza e della conoscenza profetica.

Tagete infatti ha il dono della visione: sa vedere il futuro. La voce del vento racconta che lui detterà al popolo Etrusco, che abitava quelle terre tanto tempo fa, i tre libri sacri: Aruspicini, Fulgurali e Rituali, che secoli e secoli dopo verranno ritrovati dagli archeologi, gente che si interroga sul passato scavano fra la pietra alla ricerca di storie perdute.

Secondo lo studioso Giulio Mauro Facchetti Tages sarebbe il nome latinizzato di Tages corrispondente, nell’originale etrusco, a Tarχies che forse significava proprio questo: voce. Lui, che con la voce condivide segreti ancestrali, rivive nei semi capaci di creare questi fiori arancioni presenti in molte parti del mondo, dall’Italia al Messico. Ed è bello pensare che se osiamo fermarci un attimo e piegarci verso la terra, forse riusciamo davvero a sentirla, la voce magica di un segreto raccontato dai fiori, che tutto conoscono di questa antica Terra che ci capita d’abitare.

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Pubblicato da

Maddalena De Bernardi

Giornalista freelance e web writer, scrivo di qualità della vita. Ho un dottorato in etnosemiotica con un progetto di ricerca sui riti di cura. Da qualche anno vivo in un borgo dell'Appennino modenese e mi occupo di resilienza, educazione, meditazione

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