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ecco, adesso che stai lì di fronte
guarda
il mare immenso
mille volte ci sei annegato,
hai nuotato
stremato
hai sognato, sperato, pregato, bestemmiato
mille volte ti sei salvato, sei morto e risorto.
Quattrocento anni fa, 1615.
sei partito da qui in una giornata di sole
14 giugno sull’isola di Texel
cercavi una nuova rotta e quando dopo giorni e giorni di navigazione avvisterai la terra la chiamerai come casa tua, che Casa è sempre nel cuore.
Horn: adesso ne esistono due, uno in Olanda, uno altrove
al di là dell’oceano

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Il faro dell’isola di Texel, che in realtà si pronuncia Tessel, sorveglia dall’alto l’isola. Di notte la sua luce che pulsa come un cuore si vede da lontano,anche dall’altra parte della costa.

Nel Seicento dall’isola partirono molte spedizioni. Uno di questi avventurosi viaggi fu quello che portò il navigatore Willem Schouten a doppiare Capo Horn: scoprirà una nuova rotta nel Pacifico ma sarà accusato di aver infranto il monopolio della Compagnia delle Indie. La sua nave verrà confiscata a Giava e lui, in un altro dei suoi viaggi, morirà in mare, nel Madagascar, dopo aver lasciato, trascritte, preziose mappe. Insieme a lui, alla ricerca di nuove rotte, Jacob Le Maire. Anche lui morirà in viaggio, a bordo della nave “Amsterdam” mentre faceva ritorno
Con le speranze più belle nel cuore e
sulla schiena le paure peggiori,
ci saranno sempre sognatori davanti al mare
a immaginare un oceano più vasto

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