Biblioteca del Tempo

invèntario = lat. INVENTÀRIUM da INVENTUS part. pass. d’INVENÍRE trovare cercando (v. Inventare)

Inventario, “trovare cercando”. Che cosa bellissima, vero? Anche la parola “inventare”, che suona così simile, viene da lì: invenire, “trovare, scoprire cercando”, un verbo di una lingua antichissima, il latino in cui trovano radice tante delle lingue che parliamo. Il verbo invenire è composto dalla particella IN unita a VENIRE, “giungere” per questo significa anche “arrivare da qualche parte, giungere a qualche meta”. Forse è così che accade: facciamo scoperte meravigliose quando osiamo restare con il cuore e con la mente aperti.

L’inventario del quotidiano racconta un atto di bellezza rivoluzionario: la capacità di ricordarci di restare vivi. E osservare. Fuori e dentro noi stessi, non perderci un attimo di quello che accade. Allora, camminare. Ogni tanto, nella pazienza della lentezza o nella fretta delle giornate che ci risucchiano, compiere un passo ribelle: mi fermo. Fermarci e chiederci che cosa succede. Raccogliere un pensiero, un’emozione, una storia da tenere in una tasca come un piccolo sasso, una manciata di foglie e aghi di pino, una conchiglia. Inventario delle cose (ri)trovate da tenere fra le pagine dei giorni in questi Appunti sul Tempo, per non lasciare che il tempo passi invano, per far accadere la magia dove entra l’immaginazione, con il suo potere di curare e trasformare la realtà di cui facciamo tutti parte. Niente accade senza la memoria delle cose.

Inventario delle cose (ri)trovate