Però a pensarci adesso, la bellezza magica del paesaggio della Toscana che affiora nell’aria limpida e asciutta, il sapore del vino bevuto in piedi per riscaldarci in quel locale in cui siamo entrati mille volte per il freddo, il rumore dei tacchi che risuonano sui pavimenti di pietra ghiacciati, i fiocchi di neve che volteggiano e il vapore che si solleva dalle terme e l’odore dello zolfo, il calore di una vecchia tisana corroborante bevuta non so quante volte, quella sensazione di aria morbida e sensuale tipica degli inverni in Europa… tutto questo mi provoca una morsa al petto di bellezza e nostalgia.

Banana Yoshimoto, Un viaggio chiamato vita. Feltrinelli, 2010, pagina 21

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