L’etimologia dietro alla parola “cambiamento” nasconde un viaggio che va dritto nel DNA del movimento. “Cambiare” proviene dal verbo greco kamptein: curvare piegare, girare intorno. Sì, il cambiamento è una curva: spesso tortuosa, non solo per inseguirla devi girare il collo, spostare lo sguardo verso una nuova direzione; una volta imboccata devi continuare ad avanzare, ancora un po’, andare dritto per quella nuova strada e non guardarti indietro che mille e mille volte ti verrebbe da tornare sui tuoi passi, quelli della strada ben nota, magari sbagliata ovvio, lo vedi da te, eppure infinitamente più sicura. Il cambiamento è una giravolta, fa girare la testa e poi succede che proprio come in quelle strade che all’improvviso si trasformano in rotonde non ti ritrovi più: hai perso l’orientamento e allora che si fa? Fai di nuovo la rotonda, giri, giri; come nel giro girotondo da bambini giri ancora e accade anche nella vita, guarda che buffo: imbocchiamo di nuovo la stessa strada senza accorgerci che adesso possiamo riconoscerla: no, siamo ancora lì, fissi a quell’incrocio maledetto, qual era la direzione? Ora l’ho dimenticato accidenti, aspetta che rifaccio la rotonda, adesso leggo i cartelli. Questa svolta mi sembra di conoscerla, non ci ero già passata di qui? Lo chiamiamo sbaglio ed è una strada che conosciamo perché ci siamo già passati, solo che all’inizio non ce n’eravamo accorti, sembrava un’altra cosa. Quanti giri servirà fare attorno alla rotonda per poi imboccare la curva giusta, quella per andare dove dovevamo andare?

memoria-del-cuore

Non importa quanto ci vorrà, a volte basta un attimo per cambiare una vita intera, qualche volta ci vuole un mese, un anno, forse un’altra vita intera. Poi all’improvviso accade, lo sguardo si sposta verso un’altra direzione e incontra un nuovo orizzonte. Seguo la curva, scivolo via, mi giro; forse proprio questo nasconde il viaggio del cambiamento: a un certo punto puoi girarti indietro e allora ti accorgi che è accaduto, è passato. Ora puoi guardare la strada fatta fino a qui e voltarti verso la direzione che i tuoi passi hanno già trasformato nella mappa in cui cammini.

Sei già sulla  tua nuova strada. L’unica possibilità per cambiare è iniziare a muoverci.

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