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È l’alba del 21 aprile 1945. Nelle prime ore del mattino la città di Bologna si sveglia con il rombo dei carri armati che attraversano le strade. Sono le unità alleate del 2°Corpo Polacco dell’8a Armata Britannica, della Divisione USA 91a e 34a, i Gruppi di combattimento Legnano, Friuli e Folgore e la brigata partigiana “Maiella”.
Non avranno bisogno di sparare un colpo, Bologna era già libera.

Nel corso della mattinata i bersaglieri del battaglione Goito percorrono via Rizzoli fra gli strepiti della folla, mentre nel pomeriggio entrano nelle mura le Brigate partigiane Giustizia e Libertà di Montagna e 7a Modena.
La notte prima fascisti e tedeschi, su ordine del generale Von Senger, abbandonano la città. Mentre fuggono i tedeschi si lasciano alle spalle i cadaveri di Sante Vincenzi e Giuseppe Bentivogli, abbandonati nelle campagne e ritrovati il giorno dopo. Sorpresi dagli attacchi della 2a Brigata “Paolo” Garibaldi nei pressi di San Giorgio di Piano, nella ritirata verso nord furono in molti a morire, tedeschi e partigiani.

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Bologna dopo il bombardamento aereo del 25 settembre 1943
Bombardiere B17 americano
Bombardiere B17 americano

Di bengala ne ho visti pochi, ma quando è capitato ho rilevato la loro grande capacità di illuminare il cielo quasi “a giorno”. “Pippo” era un piccolo aereo che di notte volava seminando paura fra i tedeschi e i civili. Quando si sentiva di sera il suo caratteristico rumore si spegnevano le luci e si rimaneva chiusi in casa. Nemici di Pippo erano i riflettori che con il loro fascio di luce potevano renderlo visibile bersaglio per le contraeree. Né i bombardieri, né i caccia, né Pippo si interessarono mai della Tombazza

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Ala distrutta di Palazzo d’Accursio dopo i bombardamenti del 1943
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Biblioteca dell’Archiginnasio: Bologna, 29 gennaio 1944

Spesso comparivano in cielo i caccia che potevano mitragliare o lanciare piccole bombe. Quale riparo contro il mitragliamento? Semplice: la trincea a 7, che avevamo naturalmente scavata ben esposta e ben visibile dagli aerei in aperta campagna. Ma in quale parte si doveva stare? In quella perpendicolare o in quella nella direzione dell’aereo? Si discusse fra noi bambini di questo e non ricordo se chiarimmo il dubbio
Tratto da Ricordi della seconda guerra mondiale

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Chiesa del Sacro Cuore di Bologna nel 1944

“All’ippodrono ci sono le corse domani”, sembra fosse questo il segnale trasmesso dalla BBC sull’attacco diretto alla città da parte alleata e la repentina risposta italiana: era il 10 aprile 1945

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Basilica di San Francesco a Bologna
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Bombardamenti sulla stazione di Bologna

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Le immagini della liberazione di Bologna

Un sax in cambio di una cinepresa: la figlia di Luciano Bergonzini racconta di suo padre, che da ragazzo suonava il sassofono e il giorno della liberazione porta lo strumento con sé. Lo darà a un soldato americano che in cambio gli consegna una cinepresa. Le istantanee raccolte da Luciano Bergonzini insieme alle fotografie di Ansaloni saranno le uniche immagini di quel 21 aprile 1945, rimasto nella storia per la liberazione di Bologna.

Siamo liberi

Dai fascisti veniva lugubremente chiamato il “posto di ristoro dei partigiani”: lungo il muro esterno, sulla scalinata di fronte al Nettuno, venivano fucilati i combattenti per la resistenza e lì le donne iniziarono a portare mazzi di fiori. Nello stesso luogo, di fianco a quello che oggi è l’ingresso della Biblioteca cittadina Salaborsa, è il Sacrario dei partigiani.

All’epoca Piazza Maggiore era Piazza Vittorio Emanuele II. Quando arrivano le truppe alleate i partigiani controllano tutti i punti nevralgici cittadini e hanno già preso possesso di Prefettura, Questura, Comune, Pirotecnico, del carcere e delle caserme. Onorato Malaguti, che in seguito diventerà primo segretario generale della camera del lavoro, alla testa di un corteo arriva fino a Piazza Maggiore, sale su un tavolino da caffè salutando i concittadini: “I nazifascisti sono stati cacciati e non ritorneranno mai più. Ma se Bologna è libera non è così per tutta l’Italia. La guerra deve continuare contro i tedeschi e i fascisti fino alla loro completa sconfitta”.

Liberazione di Bologna nella pellicola di Edo Ansaloni, archivio Rai

“The Forgotten Front”, il fronte dimenticato

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In occasione del 75esimo anniversario della Liberazione esce “The Forgotten Front” di Paolo Soglia e Lorenzo K. Stanzani sulla Resistenza a Bologna, prodotto da Orso Rosso Film con il sostegno della Regione Emilia-Romagna Film Commission. Il film è stato realizzato con preziosi materiali d’archivio inediti, patrocinato da Comune di Bologna, Cineteca di Bologna e sponsor Hera. Vista l’eccezionale situazione di questa primavera in quarantena a causa dell’emergenza Covid-19 la visione al cinema si trasferisce direttamente a casa.

“The Forgotten Front”, il fronte dimenticato, racconta le fasi della guerra dal ’43 al ’45 sulla linea Gotica, l’occupazione tedesca della città durante la Repubblica di Salò e la lotta di Liberazione. Il titolo, The Forgotten Front, riprende un’espressione utilizzata dal New York Times in data 11 dicembre 1944, quando l’avanzata alleata in Italia si ferma a causa dell’inverno: la Resistenza italiana è sola a combattere i nazifascisti. Il documentario è stato realizzato con filmati d’epoca e una lunga indagine fra archivi italiani e stranieri. Per ovvie ragioni rarissimo il materiale dei GAP, di cui si tenta di riscostruire la storia e le azioni.
Le riprese dei bombardamenti e della Liberazione sono quelle realizzate dal giovane cineamatore Edo Ansaloni. La colonna sonora originale di Marco Pedrazzi è stata eseguita dall’orchestra del Teatro Comunale di Bologna.

“The Forgotten Front” sarà in streaming su MYmovies da martedì 21 a sabato 25 aprile 2020. È possibile acquistare il biglietto online al costo di 3 euro, sarà valido per 24 h.

Qui è possibile acquistare il biglietto per la visione del film “The Forgotten Front”

Storia e memoria di Bologna

Quando si udiva il rumore delle formazioni aeree le vedevo poi apparire da Est e potevo seguire il loro procedere ordinato, sia pure sempre con timore che cadesse qualche bomba. Il monotono rumore dei numerosi motori, che ricordo ancora, unito al pensiero che andavano a bombardare, annunciava pessime notizie. Al loro passaggio si accompagnava spesso il lancio di pagliuzze argentate che noi bambini raccoglievamo e che poi imparammo che servivano per ingannare i radar. Quando i bombardamenti avvenivano su Bologna, a poco più di 20 km da me, avvertivo confusi i rumori degli scoppi delle bombe e di sera vedevo anche i lampi e il cielo tinto di fuoco

Sul sito Storia e Memoria di Bologna, creato intorno al Museo Civico del Risorgimento con sede espositiva a Casa Carducci, è possibile sfogliare i giornali dal 1915 al ’44, mese per mese, e visionare le collezioni digitali sulla Grande Guerra.

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21 aprile 1945, Molino Parisio a Bologna (Ansaloni) Gli scatti sono immagini tratte dal progetto “Storia e Memoria di Bologna”, visibili sul portale, e sono proprietà dell’archivio del Museo del Risorgimento di Bologna | Museo della Certosa

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Piazza di porta Ravegnana a Bologna
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Liberazione di Bologna: piazza Maggiore
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Via Rizzoli, 21 aprile 1945

Vuoi approfondire? Qui una bibliografia sulla seconda guerra mondiale a Bologna suggerita dalla Biblioteca Salaborsa

Qui alcune tracce per lo studio della seconda guerra mondiale anno per anno

Per camminare nella storia di Bologna e studiare la seconda guerra mondiale passo dopo passo…
Museo Memoriale della Libertà – San Lazzaro di Savena (BO)
Museo Civico del Risorgimento – Bologna, Piazza Carducci 5
Museo della Resistenza – Istituto Parri, Bologna

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