“Nonostante tutto il suo orrore, non si può fare a meno di restare a bocca aperta di fronte alla tremenda maestà del combattimento. Fissi i proiettili traccianti che si snodano nell’oscurità come nastri rosso brillante. Ti acquatti per l’imboscata mentre una luna fredda e impassibile si leva nel cielo notturno sopra le risaie. Ammiri la fluida simmetria delle truppe in movimento, le armonie di suono, forma e proporzione, i torrenti di fuoco e metallo che grondano da un elicottero da combattimento, i proiettili illuminanti, il fosforo bianco, il bagliore porpora del napalm, la luce accecante dei razzi. Non si può propriamente chiamare bello. È stupefacente. Riempie lo sguardo. Si impossessa di te. Tu lo trovi orribile, ma i tuoi occhi no”
William Timothy O’Brien, noto come Tim O’Brien, nato a Austin il primo ottobre 1946, scrittore

Tim O’Brien nei suoi libri ha scritto della guerra del Vietnam e dell’impatto che essa ha avuto sui soldati statunitensi. Nel 1968 si laurea in Scienze politiche presso il Macalester College di Worthington, Minnesotanel. Lo stesso anno riceve la chiamata per il Vietnam, dove rimarrà un anno, 3º Plotone, Compagnia A, 5º Battaglione del 46º Reggimento fanteria. Fu un’unità della 23ª divisione fanteria a compiere quello rimasto alla storia come il massacro di My Lai: «ci chiedevamo tutti perché il posto fosse così ostile. Non sapevamo che ci fosse stato un massacro il giorno prima. La notizia al riguardo venne fuori in seguito, quando eravamo lì, e allora capimmo», raccontò lo scrittore in seguito.
Tornato a casa si iscrive all’Università di Harvard ottennendo un tirocinio presso il The Washington Post. Nel 1973 pubblica “If I Die in a Combat Zone, Box Me Up and Ship Me Home“, tradotto in “Mettimi in un sacco e spediscimi a casa“. Scriverà: «Può il fante insegnare qualcosa di importante riguardo alla guerra, per il solo fatto di esserci stato? Penso di no. Può raccontare storie di guerra»

La guerra dentro a un ricordo che
continuad accadere,
guerra cicatrice della memoria.
Dei vecchi, dei bambini di oggi che saranno
vecchi dopodomani. E intanto, noi qui a ricordare
per far passare l’impossibile,
fermoimmagine negli occhi
bloccata alle frontiere del mondo
Pace ancora di là da venire
Maddalena De Bernardi

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