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I roghi di libri, Bücherverbrennungen, sono stati decisi in Germania nel 1933 dal governo nazista. Tutti i libri non in linea con l’ideologia nazista vennero bruciati: gettati dalle finestre, accumulati per strada, trasformati in falò.


Dort wo man Bücher verbrennt, verbrennt man auch am Ende Menschen

Dove arde il libro, in fin si abbrucia l’uomo.
Heinrich Heine, poeta tedesco

“Là dove si bruciano libri, si finirà per bruciare uomini”. Nato tre anni prima che il Settecento finisse, il poeta tedesco Heinrich Heine, di origine ebrea, morirà a Parigi il 17 febbraio 1856: le sue parole sinistramente profetiche anticipano la visione che nel giro di trent’anni diventerà lugubre realtà, nella sua Germania. Nella città di Düsseldorf, dove Christian Johann Heinrich Heine era nato, il principale rogo di libri avviene l’11 aprile 1933. Uno dei primi fu a Dresda, 8 marzo, poi a seguire Braunschweig, Würzburg, Heidelberg e Kaiserslautern, Münster, Lipsia e Wuppertal il primo aprile, Schleswig il 23, Monaco di Baviera il 6 maggio, Rosenheim e Coburgo il 7. Insieme ad altri, uno fra i più tristemente noti è il rogo di libri di Berlino, avvenuto il 10 maggio 1933. Il rogo più grande.

Saranno 25mila i libri dati alle fiamme nella celebre Opernplatz, la grande Piazza dell’Opera nel quartiere Mitte di Berlino, nel 1947 rinominata Bebelplatz. Oggi, proprio in questo luogo c’è una targa con le parole del poeta Heine. Sì, dove si bruciano libri si finirà per bruciare uomini, oggi sappiamo che è così. Sotto un pannello luminoso, l’occhio vede oltre la superficie della strada: dentro, una stanza piena di scaffali vuoti, opera di Micha Ullman.

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Il 10 maggio 1933 gli studenti bruciano oltre 25.000 volumi, considerati da distruggere a causa dello spirito non tedesco: intorno al terribile falò che illumina questa notte di tarda primavera circa 40.000 persone, riunite qui all’interno dell’Opernplatz per il discorso di Joseph Goebbels. Inizia così la censura di Stato, organizzata dall’ufficio della Stampa e della Propaganda, promossa dall’Associazione studentesca della Germania, condivisa da tutti quelli che staranno lì, a guardare.

Coltivare una mente libera non è mai facile

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Rogo dei libri in Opernplatz a Berlino

La lista degli autori e dei libri proibiti

La lista degli autori, i cui libri vennero bruciati nei roghi organizzati dal governo nazista, è lunga. È una lista lunga e trovo sia importante annotare ogni nome, uno dopo l’altro. Lo spazio che vediamo nell’opera di Micha Ullman in Opernplatz ci ricorda che il vuoto lasciato dall’assenza è un un territorio vivo, che possiamo decidere di abitare.
Ogni volta che leggiamo un libro, le parole di un autore vivono di nuovo e così la sua visione del mondo, che si intreccia alla nostra vita: le idee cambiano la storia, attraverso il tempo.

Albert Einstein
Alexander Lernet-Holenia
Alfred Döblin
Alfred Kerr
Alfred Polgar
André Gide
Anna Seghers
Arnold Zweig
Arthur Schnitzler
Bertha von Suttner
Bertolt Brecht
Carl Sternheim
Carl von Ossietzky
Charles Darwin
Egon Erwin Kisch
Émile Zola
Erich Kästner
Erich Maria Remarque
Ernest Hemingway
Ernst Bloch
Ernst Erich Noth
Ernst Glaser
Ernst Toller
Erwin Piscator
Eugen Relgis
Felix Salten
Franz Kafka
Franz Werfel
Friedrich Engels
Friedrich Wilhelm Foerster
Georg Kaiser
Georg Lukács
George Grosz
Grete Weiskopf
H. G. Wells
Heinrich Eduard Jacob
Heinrich Heine
Heinrich Mann
Helen Keller
Henri Barbusse
Hermann Hesse
Ilja Ehrenburg
Isaak Babel
Iwan Goll
Jack London
Jakob Wassermann
James Joyce
Jaroslav Hašek
Joachim Ringelnatz
John Dos Passos
Joseph Roth
Karl Kraus
Karl Liebknecht
Karl Marx
Klaus Mann
Kurt Tucholsky
Lev Trockij
Leonhard Frank
Lion Feuchtwanger
Ludwig Marcuse
Ludwig Renn
Ludwig von Mises
Maksim Gor’kij
Marcel Proust
Marieluise Fleißer
Max Brod
Nelly Sachs
Ödön von Horváth
Otto Dix
Robert Musil
Romain Rolland
Rosa Luxemburg
Sigmund Freud
Stefan Zweig
Theodor Lessing
Thomas Mann
Upton Sinclair
Vladimir Lenin
Vladimir Majakovskij
Walter Benjamin
Werner Hegemann

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