Sono passati 23 anni da Dayton: l’accordo raggiunto il 21 novembre in Ohio e sottoscritto tre settimane dopo a Parigi scrisse la fine della guerra fra i Paesi dell’ex Jugoslavia.

I Balcani vengono ridisegnati e questo processo è continuato nel tempo, perché le frontiere non sono realmente qualcosa che si tocca con mano. Contrariamente alla realtà che le mappe tentano di illustrare, i confini non sono una linea tracciata sulla terra. Le frontiere vivono nei cuori e nelle coscienze, si nutrono delle differenze e delle storie, si annacquano e confondono, attraversate dai passi di chi li calpesta per arrivare là, un po’ più in là. Attraverso le frontiere scriviamo la nostra identità, delineando il confine fra ciò che siamo e non siamo più, o non siamo mai stati.

1995-2015, 20 anni di Dayton

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