Nove mesi oggi,
l’ombra di un dentino
sotto la gengiva che in paio di giorni si è gonfiata e ha un aspetto diverso,
aspettiamo questo incisivo
vicino, sempre più vicino.

Ora ti infili dentro a una sedia,
dappertutto,
sali sui tuoi giochi per
raggiungere posti irraggiungibili.
Bauli, un mondo da scoprire.

Ogni mattina
ti svegli e ti affacci alla finestrella
a guardare il mondo.
Adesso che abbiamo spostato il letto
ne hai due di finestrelle
da cui guardare il mondo
e allora
ti arrampichi sul mio collo,
mi scavalchi
in piedi sui cuscini colorati
fai uuu uuuuuuu
e con la piccola mano
pulisci il vetro dall’umidità della notte.

Nove mesi oggi che sei nato,
ancora una volta
con la memoria
cammino in quei corridoi
percorro quei momenti
di un mese più lontani.

All’improvviso,
in un paio di giorni
hai imparato a afferrare
con precisione
prendi dal piccolo piano del
tuo seggiolino azzurro
cubetti di pane e prosciutto a dadini,
più prosciutto che pane
scegli

sei un gatto.
Più di tutto, ami:
i fili di luci
– ne abbiamo uno solo per te sul letto,
lo agitiamo per chiamarti e
tu arrivi –
le scatole
svuotare i cassetti
aprire e chiudere le ante
ti eserciti molto
e poi svuotare gli armadi dei vestiti,
quando ti bacio sotto i piedi e
ridi forte.
Dormire sul cuore,
sempre

hai imparato a infilare le mani nelle porte e
aprirle.
Non ti senti ancora pronto
per scendere le scale.
Sempre più diritto
resisti in pieni,
con una mano sola
in bilico nel vuoto

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