La nebbia dei giorni scorsi ha lasciato il posto a un nuovo sole,
più freddo e umido di sera, il cielo è
azzurro terso con il cuore sgombro di nuvole
fra mezzogiorno e le due
la luce scalda l’anima
scioglie la brina di questa prima mattina di gelo

in montagna
l’orizzonte della terra che spunta fra i boschi
ha la pace di una noce lavata dal sole
roccia
presenza

il respiro
prende spazio
nel vuoto

aria fredda e sole in faccia,
respirare più profondamente
fare piccoli passi
tenersi per mano
ridersi da vicino vicino
fare naso naso con la punta
baciarsi forte e mangiare wafer al cioccolato,
come da bambini

il latte e il caffè proibito
a cinque anni, di nascosto
la moka azzurra di una nonna indimenticata,
le lunghe mattine assonate, quando
novembre si sveglia piano, fra le nuvole
il sole sulle tegole
un profumo dimenticato
il muschio così verde e chi già lo trasforma
rubare le pecore da un presepe

nell’ovunque
sprazzi che dimenticano il verde e virano
verso il giallo e il rosso,
il cambiamento

in giardino è tempo di rose tardive,
svoltiamo l’angolo e una compagnia di giovani merli
vola via,
fra i sassi
le tracce
bacche rosse
rubate alle siepi

in questa giornata di autunno
nel sole ritrovato
raccogliamo le foglie gialle, che
marciscono
cumuli fra cumuli
terra alla terra.

Tempo di bocche di leone,
viola acceso,
fioriscono fra i sassi dei vialetti
nei cortiletti delle case di vacanza chiuse
le malvarose, altissime

rosso,
ovunque.
La natura combatte la nebbia di novembre
veste i suoi ultimi fiori
porpora

mercoledì 24 novembre ’21

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