Quelle mattine che
ti svegli prestissimo e poi
non ti riaddormenti.

Osare restare svegli anche se non c’è bisogno.
Il buio che arretra, i profili delle cose che appaiono
all’orizzonte.

Poi, la luce che avanza, ora dopo ora
inesorabile
la giornata si accende nelle gocce di rugiada in giardino
l’erba ancora verde di settembre
dopo la notte sempre più umida e fredda.

La temperatura diminuisce, anche quella dei cuori.
In montagna si accendono le stufe e i camini,
per rallegrare le notti sempre più lunghe.
In città non serve, la luce forte dei lampioni inganna le stagioni.
Ma l’aria fredda arriva lo stesso e anche fra le piazze dei mercati,
in cima ai grattacieli e fra le porte a vetri dei negozi,
mentre si entra ed esce
in fretta
il vento scompiglia i pensieri
e porta via le cartacce

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *