A lasciare una traccia è l’ombra sempre più leggera dell’inchiostro sulla carta, di cui rimane impresso il ricordo su un grande libro degli ospiti, oggi chiuso in una teca di vetro all’ingresso. Lo scrittore Alexandre Dumas il 28 settembre 1832 visita la miniera di sale di Bex, in Svizzera.

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Alexandre Dumas padre (1802-1870) fotografato da Nadar

Del suo viaggio in Svizzera Alexandre Dumas scrisse in un taccuino che divenne libro nel 1851, «Impressions de voyage en Suisse». Dieci anni prima di scrivere «Les Trois Mousquetaires» e «Le Comte de Monte-Christo», è estate e in Francia imperversa un’epidemia di colera. Il giovane scrittore fugge dalla città, da Prigi, per perdersi nel verde dei paesaggi svizzeri. I suoi carnets de route, un’espressione bellissima che in francese significa “quaderni della strada”, registrano i chilometri, passo dopo passo, da Ginevra alle foreste del cantone vallese, i vigneti a terrazza di Lavaux, oggi patrimonio Unesco, castelli come Chillon e una tempesta di neve in pieno agosto sul ghiacciaio del Gran San Bernardo… anche se a dire il vero i registri dell’hospice du Grand Saint Bernard il 26 agosto 1832 indicavano che il tempo fu «clemente».

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