Il primo di settembre, l’ultimo dell’estate: sapore intenso del weekend come l’impronta calda che rimane per ore sulla pelle quando sei stato troppo al sole, intenso come il morso succoso e giallo all’ultima pesca di stagione, malinconico no, che ancora ci illudiamo di cieli azzurri e lasciamo la testa fra le nuvole, voglia di fare e girare in questa strana estate dopo la primavera blindata dellw quarantena. E poi stare fermi a osservare la gente. La voce lontana del mare che sussurra. Le ore del tempo insieme e il pomeriggio senza orologio. Io che faccio le scale e poi torno indietro, mi fermo dietro la porta in segreto per sentire se è tutto ok, se si divertono. I pantaloni a righe blu, le magliette gialle, gli urli nella notte, ragazzetti che si arrampicano sul cancello e vecchi vicini di casa davanti a un caffè, con le tazzine belle e il pizzo sotto. Il profumo della bouganville, rosa e bianca, che si sfalda al sole. L’acqua troppo fredda e lui che anche se è piccolo non batte ciglio. E brindiamo alla vita, ai nuovi progetti che settembre chiama fare… E agli imprevisti.
Che cosa sarebbe la vita senza l’imprevedibilità degli imprevisti?

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Il primo di settembre, l'ultimo dell'estate: sapore intenso del weekend come l'impronta calda che rimane per ore sulla pelle quando sei stato troppo al sole, intenso come il morso succoso e giallo all'ultima pesca di stagione, malinconico no, che ancora ci illudiamo di cieli azzurri e lasciamo la testa fra le nuvole, voglia di fare e girare in questa strana estate dopo la primavera blindata dellw quarantena. E poi stare fermi a osservare la gente. La voce lontana del mare che sussurra. Le ore del tempo insieme e il pomeriggio senza orologio. Io che faccio le scale e poi torno indietro, mi fermo dietro la porta in segreto per sentire se è tutto ok, se si divertono. I pantaloni a righe blu, le magliette gialle, gli urli nella notte, ragazzetti che si arrampicano sul cancello e vecchi vicini di casa davanti a un caffè, con le tazzine belle e il pizzo sotto. Il profumo della bouganville, rosa e bianca, che si sfalda al sole. L'acqua troppo fredda e lui che anche se è piccolo non batte ciglio. E brindiamo alla vita, ai nuovi progetti che settembre chiama fare… E agli imprevisti. Che cosa sarebbe la vita senza l'imprevedibilità degli imprevisti?

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