La mattina di sole e poi il cielo che diventa nuvole, grigio freddo sulla pelle. Ultima di agosto, la settimana è ancora all’inizio ma è già martedì e i giorni voleranno come biglie che si perdono in una pista di sabbia.

Caffè freddo da mescolare col latte e tu che sorridi come ogni giorno alla siepe e la sua vita segreta, di api e fiori bianchi dal profumo evanescente. La cana di casa guarda meditabonda l’orizzonte. Per strada i saluti gridati di chi si abbraccia da lontano, all’anno prossimo. Arrivederci. Si rimane in una manciata di sguardi, torna il silenzio fra questi sassi. Sfoglio una rivista già vecchia, lascio briciole per le formiche, immergo biscotti nel caffelatte.

La melanzana da tagliare mentre ti racconto come faccio e tu mi ascolti a occhi sgranati, il profumo dell’aglio e dell’olio, le campane di mezzogiorno e il tempo lento. La pasta diversa da buttare nella stessa pentola, mi ricorda nonna. Ieri guardavo la pioggia seduta su questo stesso gradino.

Tu che ora dormi. La giornata finita, il cielo di stelle grandi. La tua pancia contro la mia, aggrappato alla mia maglietta. Io che ascolto i grilli e per stanotte sento tutto il tempo del mondo fra le mani, sul mio cuore.

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25 agosto 2020

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