Pomeriggio che finisce nella pioggia, stufa accesa che è due giorni e all’improvviso per tutta casa è fumo. Fumo,
dalla cucina fino in soffitta e
io che apro le finestre e
lui che poi pulisce i tubi dalla tosse di catrame rimasta dall’inverno scorso.
Una giornata piena; un lavoro arrivato all’improvviso.
Urgenza che
mi fa ricordare altre urgenze, ma
con allegria si sorride
ai ricordi di vite fa che ora sembrano lontanissime.

Mattina con il cielo grigio e il caffellatte più caldo del solito,
ché ormai siamo a un passo dall’inverno.
Tu che dormicchi mentre ti allatto
e allora in questo strano abbraccio
scrivo e tu dormi.
Viviamo queste ore e
nel mentre la mattina piove.

A tratti, la pioggia. Poi si ferma, un raggio di sole.
Il giardino per un attimo si illumina.
Tu che giochi
sul divano,
cerchi di gattonare.
Io che scrivo,
butto un legno nella stufa,
lascio che il caos danzi
fra le pareti di casa.

Papà che torna presto dal lavoro,
il pomeriggio con te in braccio.
I giochi sparsi sul divano
nella stanza illuminata,
fili di parole su fogli word,
il suono dei tasti e della macchina da cucire,
lui che ripara pantaloni arancioni da lavoro.
Kukla, cane solitario,
guarda il pomeriggio dal suo pouf,
al piano di sopra.

Profumo di pizza stasera.
Funghi porcini e ricotta fresca, birra fredda.
Mi faccio una doccia prima di cena e tu piangi
mentre guardi i pesci di legno appesi al trave,
dopo un po’ smettono di galleggiare nell’aria.
Appena ritorno sorridi.

Non accendo la luce, c’è la penombra dolce e confusa.
Chiudo il tappo e l’acqua scorre,
getto tiepido calda nella ceramica bianca e sopra le nostre teste,
sul vetro dell’abbaino.

Fare il bagno nel lavandino, perfetto per il tuo piccolo corpo morbido.
Tu che ti guardi intorno dappertutto e
metti un piede sotto al rubinetto, come fai sempre.
Tocchi con le mani lo specchio coperto di umido dove di solito sorridi al bambino di là
(lo sai che sei tu? A me sembra di sì).

Oggi scopri che se agiti le mani nell’acqua crei un meraviglioso cikciak di onde.
E intorno è baraonda
e non importa
se
c’è chi dice non lo fare.
Godiamoci la vita che è gioco, sperimentazione.
Inondiamo lavandini e schizziamo specchi,
ridiamo al soffitto.

Poi, in un pigiama a righe addormentarsi
e la luna si strizza fra le nuvole gonfie e la pioggia corre sul tetto.

Da qui guardo il vento nella sera che è già notte, ferma davanti alla finestra

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