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C’è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri e professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.
Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così…
Si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a voler bene e perfino
ad arrabbiarsi.
Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno puo’ fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti,
e riposare un pochino.
Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che si sa già.
Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso!
“Una scuola grande come il mondo” di Gianni Rodari

Sgocciola via l’estate insieme ai temporali che rovinosamente inondano la pianura e la mente. Tempo di pioggia e cambiamento annunciato dal suono inconfondibile dei pneumatici sull’asfalto bagnato: autunno all’orizzonte. È passato solo un giorno e all’improvviso ogni foglia si tinge di rosso. Non me n’ero accorta e il bosco si è già trasformato; le punte dei pini immerse nell’arancio, muschio scuro che sa di umido e funghi matti ovunque. Primo giorno di scuola, odore di matite nuove, fogli ancora bianchi che verranno riempiti, colorati, scarabocchiati, ricoperti di calligrafie minute e incerte, strappati, cancellati, aggiustati. Il mistero, un po’ di sorpresa e un po’ di paura, dello zaino nuovo per chi inizia quest’anno una scuola mai vista: le facce dei compagni, il vicino di banco e la piccola sedia da cui guardare il mondo. Si dovrebbe insegnare ai bambini a cambiare sempre posto, di banco e di compagni, nell’arco dell’anno. Per educarci a nuove prospettive sul mondo. Per ricordarci che il nostro posto nel mondo possiamo cambiarlo, deciderlo momento per momento, sentirlo e ridiscuterlo. E c’è la volta che abbiamo bisogno di sentire bene la lezione, attaccati alla lavagna, e quella in cui contemplare tutto lo spazio della stanza da un angolo solitario. Ha scritto Joseph Conrad “Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo dalla finestra io sto lavorando?”.

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Le immagini fanno parte del meraviglioso archivio Quaderni aperti, che dal 2004 raccoglie, digitalizza e rende disponibili online i quaderni di scuola.

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