Quelle telefonate appena sveglia, il caffè che aspetta e tu che ti scopri ad alzare la voce, con passione, per poi renderti conto che ognuno ha i suoi tempi: anche tu i tuoi, io i miei.

Ognuno ha i suoi tempi e possono volerci anni, forse interi secoli, per arrivare a pensare e capire quella cosa magari ovvia che hai già ascoltato in passato e non avevi capito. Il fatto è che il tempo che ci passa in mezzo è quello che serve a un seme per maturare, il sole e la pioggia, l’attesa delle parole che diventano pelle ed entrano in circolo nel sangue, non più idee ma carne.

L’acqua prima di bollire.
Il sole coperto dalle nuvole e poi il cielo spazzato dal vento.
La ore di luce già finite.
Il senso di attesa e la sensazione che
se saremo fortunati
ci attende
un altro domani
su cui
cammminare

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